ArtsLife – Da Edoardo Manzoni a Silvia Mariotti. Donatori di tempo in mostra a Milano

Di Helena Santidrián Mas

Milano. Ultimi giorni per vedere la mostra di Matthew Noble, giovane gallerista, ha inaugurato il suo nuovo spazio, Artnoble, a Lambrate lo scorso 22 aprile con la collettiva intitolata “Zeitgeber (donatore di tempo)”. La galleria è uno spazio tipo white cube in un seminterrato di Via Ponte di Legno 9

Espongono in questa prima mostra sette artisti: Giovanni Chiamenti, Simon Nicasz-Dean, Michele Guido, Katherine Jones, Giulia Mangoni, Edoardo Manzoni e Silvia Mariotti. Il gruppo riflette attraverso variegate tecniche e supporti (fotografia, scultura, installazione, ceramica, olio su tela, plexiglass…) sul concetto Zeitgeber, termine tedesco che si potrebbe tradurre, pur in modo non accurato, come “temporizzatore” o “sincronizzatore”. La parola è composta da due radici: Zeit, tempo, e Geber, datore, cioè, donatore di tempo, concetto proposto da Jürgen Aschoff (1913-1998), biologo tedesco, per definire un fattore esogeno che interferisce a livello endogeno; per noi mortali, per indicare un elemento esterno al corpo di un essere vivente che sincronizza (dona tempo!) l’organismo rispetto all’ambiente.

I sette artisti condividono questo concetto come punto di riflessione nelle loro opere, e l’elemento comune fra di loro è senza dubbio una certa organicità: ci troviamo immersi, pur essendo all’interno di un cubo bianco, fra opere con foglie, con aspetto di animali, piante, legno…Sia a livello tecnico che pratico il mondo animale e vegetale agisce come filo conduttore della mostra, e le diverse voci degli artisti declinano in mille modi l’idea di ‘donatore di tempo’. Sono una trentina di opere a popolare la galleria e a offrirci diversi sguardi su questo suggestivo concetto.

Alla fine della mostra Artnoble (e gli artisti) propone una bibliografia, parecchi libri disposti su un tavolo, disponibili al pubblico, per farci riflettere su questa strana immagine dalle mille facce, Zeitgeber.

La mostra ci fa pensare, con questo dialogo fra pezzi, tecniche, supporti, artisti, al fatto che forse sono le opere quelle che si donano tempo a vicenda, quelle che si sincronizzano le une con le altre, quelle che sono in realtà donatrici di tempo – e forse siamo anche noi, spettatori, gli organismi sincronizzati con l’ambiente della galleria…forse è l’arte ad agire come Zeitgeber, è l’arte il fattore esterno che ci influenza, che ci regola, che ci sincronizza…



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