Griot Magazine – In Mostra | Otobong Nkanga, Nelson Makengo, Pamela Tulizo E Georges Senga

Otobong Nkanga è al Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea (Rivoli, Torino) con la personale Of Cords Curling Around Mountains. Alla galleria Art Noble di Milano la collettiva Trois auteurs d’histoire, con Nelson Makengo, Pamela Tulizo e Georges Senga, commemora l’ambasciatore Luca Attanasio.

Il 14 settembre la galleria Art Noble di Milano ha aperto Trois auteurs d’Histoire: Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo, mostra collettiva che mira a portare a Milano uno spaccato della scena artistica congolese contemporanea. La mostra presenta le immagini in movimento del pluripremiato cortometraggio di Nelson Makengo (1990, Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo), Up at Night (2019), corredato da un’installazione, dal trittico fotografico di Georges Senga (1983, Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo) Le Vide (2019), stampato in grandi dimensioni, e dall’ultima serie di fotografie estremamente rielaborate di Pamela Tulizo (1993, Goma, Repubblica Democratica del Congo), vincitrice del Dior Prize Young Talent Photography 2020.

L’obiettivo di Trois auteurs d’Histoire: Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo concilia uno dei fondamenti cardine di ArtNoble, sostenere le ricerche di artistɜ legati al proprio territorio, con la volontà di portare a Milano, attraverso la commemorazione dell’ambasciatore Luca Attanasio, uno spaccato della scena artistica contemporanea congolese. La mostra è stata progettata in collaborazione con l’associazione congolese culturale indipendente Picha e con la curatrice ospite Angelica Litta Modignani.


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ANSA – Giulia Mangoni riscrive i luoghi del cuore

Vanno in scena immagini inedite del mondo della Ciociaria

(ANSA) – MILANO, 23 NOV – Ci sono i temi della memoria e dell’identità legata ai luoghi del cuore rivisitati e riscritti nella mostra di Giulia Mangoni che giovedì 25 novembre inaugurerà alla galleria ArtNoble.


Trent’anni, italo brasiliana, la giovane artista, per la prima volta ospite a Milano, espone una serie di lavori in cui ha concentrato la propria ricerca sulla reinterpretazione di paesaggi a lei familiari, attraverso una lente che coinvolge il contesto agreste, con l’allevamento, il mondo rurale e le antiche tecniche del lavoro artigianale, arricchito con i risultati di approfondite indagini sulla storia del territorio: primo tra questi la Ciociaria, luogo in cui Giulia Mangoni è nata e dove da sei anni è ritornata a vivere stabilmente.


‘Bits & Cream. Metabolizzazione d’Archivio’, questo il titolo della rassegna, offre le immagini che l’artista ha raccolto nella sua regione di origine rielaborate per presentarle come un “simbolico semifreddo a strati”. I personaggi dei quadri esposti emergono “soffici e cremosi” tra i segni simbolo della loro appartenenza a luoghi e tradizioni che, sovrapposti tra di loro, creano boschi di un folklore surreale e psichedelico. Si tratta di una inedita riscrittura di narrazioni territoriali che passano da una gelateria di paese dove il tempo pare sia rimasto fermo, a Bits & Cream, insegna che svetta invitante ai limiti della foresta amazzonica, per raccontare un’identità che oltrepassa quella locale. (ANSA)



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Interni – Bits&Cream, Metabolizzazione d’Archivio, la prima mostra personale dell’artista Giulia Mangoni presso ArtNoble Gallery

Di Danilo Signorello

La prima mostra personale dell’artista Giulia Mangoni presso ArtNoble Gallery inaugura oggi 25 novembre 2021 (fino al 28 gennaio 2022) in via Ponte di Legno 9 a Milano

Sovente, davanti a un’opera d’arte, sia classica sia contemporanea, la domanda che le persone si pongono è: “Ma che cosa significa?” Insomma, l’arte deve avere un significato oppure deve soltanto suggerire, al limite amplificare? O ancora, deve celebrare, innovare, sperimentare? Esistono formule o regole per rispondere alla domanda “Che cos’è l’arte?”. Georges Braque sosteneva che c’è una sola cosa che vale nell’arte: quella che non si può spiegare. E che pertanto apre al dubbio, a domande destinate a rimanere forse senza risposte. Inafferrabili, come l’arte.


La ricerca artistica di Giulia Mangoni ruota attorno al tema della memoria e dell’identità, anche attraverso la loro decostruzione. Spesso attraverso la contaminazione delle discipline e la trasformazione del reale. Che aprono al dubbio, pongono interrogativi, richiedono domande.


Nata nel 1991 a Isola del Liri nel Frusinate dove è tornata a vivere e lavorare, Mangoni è un’artista italo-brasiliana cresciuta tra ItaliaBrasile e Inghilterra. La sua arte è reinterpretazione (frutto di immaginazione, intuizione, ispirazione, originalità) dei paesaggi familiari della Ciociaria, filtrati da una visione che coinvolge contesto agreste, allevamentomondo rurale e antiche tecniche di lavoro artigianale, arricchito da studi meticolosi sulla storia del territorio.


Bits & Cream. Metabolizzazione d’Archivio presso ArtNoble Gallery a Milano raccoglie immagini della sua terra di origine, rielaborate e presentate come un simbolico semifreddo a strati. I protagonisti delle opere esposte emergono soffici e cremosi tra i simboli di appartenenza folclorica del territorio, si mescolano a elementi di botanica tropicale, creando manifesti di molteplicità. Una rielaborazione di valori tradizionali in proiezione moderna e consumistica: appetibile come un cremoso gelato alla panna, l’identità del territorio si perde, si distrugge e ritrova qualcosa che non sapeva di avere.



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Zero.eu – Giulia Mangoni: “Bits & Cream – Metabolizzazioni d’Archivio”

Di Piergiorgio Caserini

Da ArtNoble Gallery arriva la prima personale di Giulia Mangoni, un’artista che da anni lavora con le suggestioni e i temi dell’Isola del Liri, il luogo dove vive e lavora. Giulia è una di quelle artiste che in primo luogo s’affascina. Poi ricorda e scava, come bimbi archeologi. Condizione per cui l’immaginario e la pittura si mescolano ai dintorni, al paesaggio; allo sfruttamento industriale e rurale, agli asini che per una manciata di esemplari non sono a rischio d’estinzione, alle ninfe dei fiumi e ai gelati soffici e cremosi alla panna, che a Giulia ricordano dei succhi di plastica in busta, in una remota gelateria in Amazzonia, dal nome pornografico: Bits & Cream. La mostra si definisce in maniera encomiabile: «come un semifreddo a strati», a indicare la commistione tra elementi figurativi, simbolici, personalistici e locali. Tutto insieme, da scoprire leccando o al limite lasciando sciogliere qualche cosa.



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Corriere della Sera – Tre sguardi sull’Africa: una mostra a Milano

Di Alessandra Muglia

Fino al 28 ottobre la Galleria ArtNoble ospita la mostra di tre artisti congolesi. Un progetto nato nel ricordo dell’ambasciatore Luca Attanasio

Si chiama «Trois auteurs d’Histoire» la mostra in corso a Milano fino a giovedì 28 ottobre alla Galleria ArtNoble (via Ponte di Legno 9, artnoble.it). Nato come omaggio all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, appassionato sostenitore dell’arte e della cultura congolese, ucciso nel Paese africano il 22 febbraio scorso insieme con il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Milambo, il progetto è a cura di Angelica Litta Modignani e dell’associazione culturale Picha. In questo video, le voci di Nelson Makengo, Georges Senga e Pamela Tulizio, protagoni sti della mostra. Su « la Lettura» #514, in edicola e nell’App, l’articolo di Alessandra Muglia sul progetto e un racconto dello scrittore nigeriano E. C. Osondu.


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Progetto Radici – “Trois auteurs d’Histoire”: una mostra di artisti congolesi a Milano rende omaggio all’ambasciatore Attanasio

Una mostra con opere di autori congolesi in omaggio all’ambasciatore Luca Attanasio sarà inaugurata il prossimo 14 settembre a Milano. “Trois auteurs d’Histoire: Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo” è un progetto di ArtNoble Gallery, a cura di Angelica Litta Modignani, realizzato in collaborazione con l’associazione culturale indipendente congolese Picha e con i patrocini del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata d’Italia a Kinshasa e dell’Università Bocconi di Milano.


L’esposizione, allestita negli spazi della galleria milanese in via Ponte di Legno, resterà aperta fino al 28 ottobre.


Si tratta di una conversazione a tre che permetterà al visitatore di calarsi in uno spaccato della scena artistica contemporanea congolese attraverso le pratiche molto diverse di questi artisti che, negli ultimi anni, hanno conquistato un ruolo sulla scena internazionale.


La mostra è quindi un omaggio significativo all’ambasciatore italiano, ucciso in Congo lo scorso febbraio, che partecipava ed era coinvolto sia sul piano personale che professionale nel sostegno all’arte e alla cultura del Paese africano.


I tre artisti, provenienti da tre città diverse (Kinshasa, Lubumbashi e Goma), dialogheranno nello spazio facendo interagire i rispettivi lavori, accumunati dal medium della fotografia. Il percorso espositivo sarà composto dalle immagini in movimento del video Up at Night (2019) di Nelson Makengo, corredato da un’installazione, dal trittico fotografico di Georges Senga Le Vide (2019), stampato in grandi dimensioni, e dall’ultima serie di fotografie estremamente rielaborate e quindi fantastiche, appena prodotta da Pamela Tulizo.


Fra le tematiche della mostra, la mancanza di corrente di Kinshasa, il ruolo della donna nella regione di Kivu, lo sfruttamento delle risorse minerarie del paese.



Nelson Makengo è nato nel 1990, vive e lavora a Kinshasa. E’ regista, artista visivo e produttore. Il suo lavoro oscilla tra arte contemporanea e cinema. Fra l’altro, ha partecipato alla Berlinale Talents 2020 ed è stato membro della giuria al Festival Internazionale del Cinema Documentario di Amsterdam (IDFA) del 2020. Up at Night (2019), il suo sesto cortometraggio, ha vinto diversi premi, tra cui: Short Documentary all’IDFA 2019 (Inserito per gli Oscar 2021), Dérives FIFF, Namur 2020, Fidadoc 2020, Best documentary Miradasdoc 2021 ed è stato proiettato in più di cinquanta prestigiosi festival internazionali e istituzioni di arte contemporanea.


Georges Senga è nato nel 1983 a Lubumbashi. La sua ricerca fotografica si sviluppa intorno alla storia e alle storie che si rivelano nella “memoria, nell’identità e nella tradizione”. Nel 2009 ha vinto il premio speciale alla seconda edizione dell’African Photo Contest a Tarifa (Spagna) ed ha esposto al Centro Culturale Francese di Lubumbashi. Nel 2010, una delle sue serie, Empreintes, è stata selezionata per la Biennale di Lubumbashi. Ha ricevuto vari premi tra cui: i Premi Thamie Mnyele (Paesi Bassi, 2019), DemoCrasee, Biennale di Bamako (Mali 2017), CAP PRIZE – Premio Internazionale di Fotografia Africana Contemporanea dall’IAF di Basilea (Svizzera, 2017).



Pamela Tulizo, nata nel 1993 a Bukau, è una fotografa documentarista e artista residente a Goma. Dopo aver inizialmente studiato giornalismo, ha frequentato una residenza presso la scuola di fotografia Market Photo Workshop a Johannesburg, Sud Africa, nel 2019. Il suo lavoro si concentra principalmente sulle espressioni dell’identità femminile. La sua recente serie intitolata Double Identity, ha vinto il 2020 Dior Photography & Visual Arts Award for Young Talents. Il suo lavoro sulle donne è apparso alla Biennale di Lubumbashi, e in diversi progetti come ELLE equals IL Kinshasa, Congo Harlem a New York, Kinshasa. È una collaboratrice di Agence France-Presse.


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Ministero degli Affari Esteri – Mostra artisti congolesi, omaggio all’Ambasciatore Attanasio

Una mostra con opere di autori congolesi in omaggio all’Ambasciatore Luca Attanasio sarà inaugurata il prossimo 14 settembre a Milano. “Trois auteurs d’Histoire: Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo” è un progetto di ArtNoble Gallery, a cura di Angelica Litta Modignani, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale indipendente congolese Picha e con i patrocini del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata d’Italia a Kinshasa e dell’Università Bocconi di Milano. L’esposizione, allestita negli spazi della galleria milanese (Via Ponte di Legno, 9), resterà aperta fino al 28 ottobre 2021.


Si tratta di una conversazione a tre che permetterà al visitatore di calarsi in uno spaccato della scena artistica contemporanea congolese attraverso le pratiche molto diverse di questi artisti che, negli ultimi anni, hanno conquistato un ruolo sulla scena internazionale. La mostra è quindi un omaggio significativo all’Ambasciatore italiano, ucciso in Congo lo scorso febbraio, che partecipava ed era coinvolto sia sul piano personale che professionale nel sostegno all’arte e alla cultura del Paese africano.


I tre artisti, provenienti da tre città diverse (Kinshasa, Lubumbashi e Goma), dialogheranno nello spazio facendo interagire i rispettivi lavori, accumunati dal medium della fotografia.  Il percorso espositivo sarà composto dalle immagini in movimento del video Up at Night (2019) di Nelson Makengo, corredato da un’installazione, dal trittico fotografico di Georges Senga Le Vide (2019), stampato in grandi dimensioni, e dall’ultima serie di fotografie estremamente rielaborate e quindi fantastiche, appena prodotta da Pamela Tulizo. Fra le tematiche della mostra, la mancanza di corrente di Kinshasa, il ruolo della donna nella regione di Kivu, lo sfruttamento delle risorse minerarie del paese.  


Nelson Makengo è nato nel 1990, vive e lavora a Kinshasa. E’ regista, artista visivo e produttore. Il suo lavoro oscilla tra arte contemporanea e cinema. Fra l’altro, ha partecipato alla Berlinale Talents 2020 ed è stato membro della giuria al Festival Internazionale del Cinema Documentario di Amsterdam (IDFA) del 2020. Up at Night (2019), il suo sesto cortometraggio, ha vinto diversi premi, tra cui: Short Documentary all’IDFA 2019 (Inserito per gli Oscar 2021), Dérives FIFF, Namur 2020, Fidadoc 2020, Best documentary Miradasdoc 2021 ed è stato proiettato in più di cinquanta prestigiosi festival internazionali e istituzioni di arte contemporanea.  


Georges Senga è nato nel 1983 a Lubumbashi. La sua ricerca fotografica si sviluppa intorno alla storia e alle storie che si rivelano nella “memoria, nell’identità e nella tradizione”. Nel 2009 ha vinto il premio speciale alla seconda edizione dell’African Photo Contest a Tarifa (Spagna) ed ha esposto al Centro Culturale Francese di Lubumbashi. Nel 2010, una delle sue serie, Empreintes, è stata selezionata per la Biennale di Lubumbashi.  Ha ricevuto vari premi tra cui: i Premi Thamie Mnyele (Paesi Bassi, 2019), DemoCrasee, Biennale di Bamako (Mali 2017), CAP PRIZE – Premio Internazionale di Fotografia Africana Contemporanea dall’IAF di Basilea (Svizzera, 2017).  


Pamela Tulizo, nata nel 1993 a Bukau, è una fotografa documentarista e artista residente a Goma. Dopo aver inizialmente studiato giornalismo, ha frequentato una residenza presso la scuola di fotografia Market Photo Workshop a Johannesburg, Sud Africa, nel 2019. Il suo lavoro si concentra principalmente sulle espressioni dell’identità femminile. La sua recente serie intitolata Double Identity, ha vinto il 2020 Dior Photography & Visual Arts Award for Young Talents. Il suo lavoro sulle donne è apparso alla Biennale di Lubumbashi, e in diversi progetti come ELLE equals IL Kinshasa, Congo Harlem a New York, Kinshasa. È una collaboratrice di Agence France-Presse.


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Intelcongo – Trois auteurs d’Histoire : Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo

Trois auteurs d’Histoire: Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo” est une exposition collective qui aura lieu à Milan en Italie du 14 septembre au 28 octobre 2021. Elle a été élaborée en tant qu’hommage à l’ambassadeur italien Luca Attanasio dont l’implication personnelle et professionnelle dans le soutien de l’art et de la culture en République Démocratique du Congo mérite d’être commémorée.


Trois auteurs d’Histoire : Nelson Makengo, Georges Senga, Pamela Tulizo” est une conversation à trois ayant le but de présenter à Milan un échantillon de la scène artistique contemporaine congolaise à travers les pratiques très différentes de ces trois artistes.


Ceux-ci, ces dernières années, ont acquis un rôle sur la scène internationale en recevant des prix et en participant à des résidences ainsi qu’aux éditions précédentes des Biennales congolaises. Par ailleurs, l’exposition vise à agir comme un connecteur culturel entre les trois villes d’origine des artistes : Kinshasa, Lubumbashi et Goma. Leur travail est imprégné de traits culturels propres à leur ville, rendant leurs réalisations uniques et profondément distinctes les  unes des autres.


Les artistes dialogueront entre eux dans l’espace en faisant interagir leurs oeuvres, unies  par le moyen de la photographie. L’exposition sera composée des images animées de la vidéo Up at Night (2019) de Nelson Makengo accompagnée d’une installation, du triptyque photographique Le Vide (2019) de Georges Senga imprimé en grand format et de la dernière série de photographies extrêmement retravaillées de Pamela Tulizo.


L’exposition montre la réalité d’un triangle congolais entre trois régions, trois villes qui contribuent à la construction et au développement continu de l’identité du pays. Du délestage électrique à Kinshasa jusqu’à l’histoire de l’exploitation des ressources minières, en passant par le rôle des femmes dans les régions du Nord et du Sud-Kivu, les thèmes de l’exposition sont imprégnés de la vie de ceux qui les ont vécus et racontent leur histoire.


L’exposition a été élaborée en collaboration avec la conservatrice invitée Angelica Litta  Modignani et l’association culturelle indépendante Picha. Fondée en 2008 à Lubumbashi par un groupe de jeunes artistes ayant le but de promouvoir l’art contemporain dans la ville, Picha, à travers l’organisation de la Biennale de Lubumbashi et de nombreux AteliersD’Artiste, est depuis lors le tremplin du développement international des artistes au Congo. Les parcours des trois artistes de l’exposition sont étroitement liés avec l’histoire de Picha, qui les suit et les accompagne depuis le début.


En témoignage de la présence cruciale de Picha dans l’élaboration du projet, l’exposition est accompagnée d’un texte critique du président de l’association, Jean Katambayi Mukendi, qui lie ainsi les artistes sélectionnés pour cette exposition collective.


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